Un piccolo raggio di sole - 10 continua
di lastanzadei sogni, 15:49Nei giorni che seguirono, Kristallo riuscì ad instaurare rapporti amichevoli con tutte le altre stelle cercando di capire quale fosse la sua vera identità. Si soffermava a contemplare la profondità di quel manto stellato, la stabilità notturna dell'universo che conferivano alla sua anima, la pace e la serenità che da sempre andava cercando. Ripensava a suo posto nel sole, al volo degli uccelli attraverso le nuvole che giocavano con lui a comporre forme sempre diverse e stravaganti. Sotto di sè la terra da riscaldare per rendere felici quegli uomini che erano sempre scontenti. Per molte persone era sufficiente vedere il sore sorgere e brillare alto nel cielo perchè si sentissero pervadere da una grande ed immensa voglia di vivere; per altri non bastava mai nulla! Kristallo era in grado di sentire il cambio delle stagioni molto chiaramente. Vedeva mari, monti, città e paesi, fiumi e vallate, e da lontano assisteva al miracolo della natura: lo schiudersi del fiori, la nascita delle prime foglie sui rami degli alberi, l'erba tenera spuntare attraverso il terreno, la neve dei ghiacciai scogliersi, l'alternanza delle maree, il tramonto e l'alba di ogni giorno. Attraversava le colonne dei templi Greci, giocava rincorrendo i suoi compagni negli spazi vuoti del Colosseo e dei più importanti monumenti storici, entrava ed usciva dalle bifore di chiese e castelli; percorreva la Muraglia Cinese in tutta la sua lunghezza, brillava sulla punta della Tour Eiffel, saliva sui più alti grattacieli di New York e si riposava fra le dita della Statua della Libertà. Poteva perfino illumiare i punti oscuri della Foresta Amazzonica.
Era orgoglioso di tutto questo, ma anche le cose più semplici gli procuravano immensa gioia come posarsi sulle spighe di grano dorate, far rivivere d'azzurro i fiordalisi e baciare fragili papaveri. E ancora, giocare con vivaci ragazzini e teneri bimbetti posandosi fra i loro riccioli. Queste sensazioni esplosero così prepotenti e comprese che era uno spettacolo al quale non avrebbe mai potuto rinunciare.
Era orgoglioso di tutto questo, ma anche le cose più semplici gli procuravano immensa gioia come posarsi sulle spighe di grano dorate, far rivivere d'azzurro i fiordalisi e baciare fragili papaveri. E ancora, giocare con vivaci ragazzini e teneri bimbetti posandosi fra i loro riccioli. Queste sensazioni esplosero così prepotenti e comprese che era uno spettacolo al quale non avrebbe mai potuto rinunciare.


