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la stanza dei sogni

vagando tra fantasia e realtà virtuale



Sei nella categoria: il mio racconto: UN PICCOLO RAGGIO DI SOLE

Lunedì, 07. Maggio 2007

Un piccolo raggio di sole - 10 continua

di lastanzadei sogni, 15:49
Nei giorni che seguirono, Kristallo riuscì ad instaurare rapporti amichevoli con tutte le altre stelle cercando di capire quale fosse la sua vera identità. Si soffermava a contemplare la profondità di quel manto stellato, la stabilità notturna dell'universo che conferivano alla sua anima, la pace e la serenità che da  sempre andava cercando.  Ripensava a suo posto nel  sole, al volo degli uccelli attraverso le nuvole che giocavano con lui a comporre forme sempre diverse e stravaganti. Sotto di sè la terra da riscaldare per rendere felici quegli uomini che erano sempre scontenti. Per molte persone era sufficiente vedere il sore sorgere e brillare alto nel cielo perchè si sentissero pervadere da una grande ed immensa voglia di vivere; per altri non bastava mai nulla! Kristallo era in grado di sentire il cambio  delle stagioni molto chiaramente. Vedeva mari, monti, città e paesi, fiumi e vallate, e da lontano assisteva al  miracolo della natura:  lo schiudersi del fiori, la nascita delle prime foglie sui rami degli alberi, l'erba tenera spuntare attraverso il terreno, la neve dei ghiacciai scogliersi, l'alternanza delle maree, il tramonto e l'alba di ogni giorno. Attraversava le colonne dei templi Greci, giocava rincorrendo i suoi compagni negli spazi vuoti del Colosseo e dei più importanti monumenti storici, entrava ed usciva dalle bifore di chiese e castelli; percorreva la Muraglia Cinese in tutta la sua lunghezza, brillava sulla punta della Tour Eiffel, saliva sui più alti grattacieli di New York e si riposava fra le dita della Statua della Libertà. Poteva perfino illumiare i punti oscuri  della Foresta Amazzonica.
Era orgoglioso di tutto questo, ma anche le cose più semplici gli procuravano immensa gioia come posarsi sulle spighe di grano dorate, far rivivere d'azzurro i fiordalisi e baciare fragili papaveri. E ancora, giocare con vivaci ragazzini e teneri bimbetti posandosi fra i loro riccioli. Queste sensazioni esplosero così prepotenti e comprese che era uno spettacolo al quale non avrebbe mai potuto rinunciare.