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la stanza dei sogni

vagando tra fantasia e realtà virtuale



Sei nella categoria: il mio racconto: UN PICCOLO RAGGIO DI SOLE

Venerdì, 25. Maggio 2007

Un piccolo raggio di sole - fine

di lastanzadei sogni, 00:55
Prima che il portone si richiudesse, Petalobianco guardò speranzosa verso l'uscita. Il bimbo era lì immobile, girato verso di lei con un sorriso raggiante che l'abbagliò. Poi di colpo non vide più nulla. Piccole gocce di pioggia iniziarono a cadere incessanti  trasformandosi presto in un temporale che durò per l'intera notte, lavando il castello, le strade, i giardini e i campi. Il mattino successivo un timido sole risvegliò il mondo.
Quel giorno Petalobianco fece eseguire una ricerca in città ma nessuno sembrava conoscere nè aveva mai visto quel bambino.
E non lo rivide più se non qualche giorno più tardi.

 Kristallo, aveva trascorso tutto il tempo ad unire i puntini luminosi di tutte le stelle fino a comporre un quadro bellissimo. Aveva completato tutti i segni dello zodiaco, aveva disegnato forme originali e stravaganti, ma un'ondata improvvisa ed inaspettata di malinconia, pervase il suo cuore.
Si ricordò del suo sole e dei suoi compagni e mentre si chiedeva  cosa fosse successo nel frattempo; la voglia di rivedere gli amici si insinuò piano fino a che ebbe il sopravvento. Istintivamente si ritrovò sulla strada del ritorno; voleva vederli, salutarli e rassicurarli; chissà se avrebbe trovato il suo posto occupato da qualcun'altro?
Con enorme stupore lo trovò vuoto e libero come l'aveva lasciato.
La sua generosa visita, accese la speranza e l'entusiasmo di quel sole e di tutti quelli che lo stavano aspettando. Era bastato arrivare vicino perchè tutti si accorgessero di lui.
L'accoglienza fu festosa; il cielo di un colore azzurro intenso si prestò ad accoglierli, mentre nessuna nuvola osava ostacolare il volo degli uccelli; i rami degli alberi ancora privi di foglie si protendevano alla ricerca di quel tiepido calore. I pesci e i delfini abbagliati da una luce più viva, cavalcavano la cresta dell'onda mentre le persone passeggiavano spensierate tenendosi per mano. Giovani innamorati si specchiavano gli uni negli occhi dell'altro, e i bambini festosi rallegravano parchi e giardini rincorrendo palloni con i loro amici a quattro zampe.
Il sole a quel punto era davvero raggiante. Pervaso da una gioia e un'emozione infinita nel vedere tutto questo, si rese conto che la sua vera natura non poteva essere repressa. Il suo desiderio più immediato fu quello di danzare intorno alle persone. La sua naturalezza, la sua fantasia, la sua spontaneità e la sua voglia di giocare avrebbero fatto il resto.  *-  "Ecco la risposta" disse fra sè, Sarebbe stato raggio di sole e stella contemporaneamente, la ricerca della sua identità non era più necessaria, Era così sensibile! ll suo spirito libero e la sua grande generosità lo avevano aiutato a trovare la giusta diimensione.
Poteva essere qualsiasi cosa...raggio di sole, stella o arcobaleno. Lui era  sè stesso sempre e gli altri avrebbero potuto scegliere a seconda di quello rappresentava per loro.
Avrebbe richiesto molta energia, molta pazienza! Aveva già tante cose da fare, ma guardando dentro di sè si accorse per la prima volta che senza questa convizione non poteva render felice nè se stesso  nè gli altri.
Ma senza briglie per favore, un raggio imprigionato non sarebbe servito a nessuno.  Lui a differenza dei suoi compagni si metteva in discussione dandosi in tutte le sue  sfumature, senza troppe complicazioni, senza troppi  misteri, a volte  un pò biricchino e fantasioso, riusciva a mantenere inalterate le qualità e la voglia di giocare anche quando si scontrava con i giudizi e i pensieri degli altri.

Petalobianco dalla sera in cui  si era abbattuto quel l temporale, non aveva più riaperto il portone del castello.  Ed era tanto tempo che non tornava in quella stanza, là sulla torretta. Un luogo davvero speciale dove rifugiarsi per ritrovare un pò di pace, di serenità, luogo ideale per i suoi sogni. Decise di tornare per placare la sua agitazione.
Aprì la porta della stanza,  era troppo fredda rispetto alla temperatura esterna. E proprio mentre era assorta in mille pensieri, un leggero prurito le solleticò la mano.
L'aprì e subito scaturì un bagliore immenso. Un bellissimo raggio di sole ruotava ora illuminando tutta la stanza fino a disegnare un perfetto cuore d'oro! Si sentì pervadere da un'onda magica, e un pensiero si aff acciò nella sua mente: ciò che aveva posato nella sua mano quel bimbo, non era altro che se stesso. E non se n'era mai andato!

Mentre due calde lacrime rigavano le guance di Petalobianco, comprese di aver ricevuto un grande dono che avrebbe portato con sè per tutta la vita.     The  end        *Naty                                                             

Mercoledì, 09. Maggio 2007

Un piccolo raggio di sole - 11 continua

di lastanzadei sogni, 00:14
Fu così che Kristallo si soffermò a pensare guardando quell'infinità di luci sotto di sè. Quel che vedeva era altrettanto appagante e maestoso. Provò a identificare gli angoli del nondo che vedeva  durante la giornata. Con quel buio era, allo stesso tempo difficile ma stimolante cercare di scorgere e riconoscere qualcosa.  Comprese di colpo che non voleva rinunciare ad essere stella e raggio di sole contemporaneamente, ma dovendo prendere una decisione,  capì che occorreva aspettare  ancora qualche giorno  per  scegliere la sua definitiva identità.
Nel frattempo, molte persone si accorsero della sua presenza. Ogni notte alzando gli occhi al cielo potevano scorgere quella stella che brillava di luce speciale. Molti altri invece, profondamente infelici, cercavano ancora quel raggio che senza una ragione particolare aveva abbandonato quel sole che ormai orfano si domandava tristemente quanto sarebbe passato perchè tornasse a renderlo di nuovo completo e felice. Forse un giorno preso da nostalgia, avrebbe fatto capolino fra i suoi compagni!
Intanto Kristallo trascorreva molto tempo con la sua splendida stella a cui aveva cambiato la vita. Gli aveva sorriso fin dall'inizio e lo aveva seguito con discrezione,  pronta  ad intervenire in caso di difficoltà. E adesso erano così vicini!  Gli sembrava di conoscere la sua stella da sempre. Taciturna e riflessiva, rivolgeva la parola a pochi, ma  parlandogli  di tutte le cose che avrebbe dovuto conoscere e di cui invece era all'oscuro, si conquistò il suo affetto. Non c'era bisogno di tante parole, sarebbe stato sempre accolto e protetto, amato e cullato per com'era, anche con i suoi difetti, le sue contraddizioni e le sue ostentate certezze. Quella sera nel cielo esplosero tanti piccoli fuochi d'artificio fatti di sole e di stella.
Coinvogeva tutti con i suoi giochi e tutti erano pronti a gareggiare con lui in una gara che permeava la loro vita di nuova energia. Le notti passavano in un baleno e di giorno Kristallo risposava fra sogni e stelle che solo lui era in grado di ricordare e di raccontare al suo risveglio. Ricreando l'atmosfera del sogno diceva a tutti:

 "NON CI SONO LIMITI PER COLUI CHE POSSIEDE LA CAPACITA' DI SOGNARE"

Petalobianco (questo era il nome della Principessa) si risvegliò quella mattina con l'impressione di aver sognato qualcosa di magico. E la sua idea prese forma.
Così come aveva deciso di aprire le porte del suo cuore, decise di aprire le porte del castello. Incontrò purtroppo molte reticenze da parte del Re suo padre, che si arrabbiò moltissimo negando per la prima volta a sua figlia il permesso a realizzare un suo sogno.  Ma Petalobianco era determinata e fu irremovibile. Il loro dialogo divenne discussione accesa, e alla fine il Re esausto si accomiatò dicendo:" Figlia mia tu sei sempre stata un ciclone sin da piccola, ora non posso privarti delle tue esperienze sbagliate o giuste che siano, sarai tu in prima persona a prendere le responsabilità delle tue scelte"
Così una volta alla settimana il castello si animò con tutte le persone che desiderose di visitare le meraviglie contenute, poterono ammirare gli splendidi giardini, le molteplici fontante con giochi d'acqua e spettacolari zampilli. Divenne giornata speciale per tutti e Petalobianco era così gioiosa e soddisfatta dalla conoscenza e dalla vicinanza di tutte le persone che la facevano sentire viva e utile. Iniziò a prendersi cura del giardino e i giardinieri la seguivano orgogliosi mentre lei si occupava di una splendida rosa.
Era stata donata e piantata il giorno della sua nascita, da un nobile di un paese lontano. La sua particolarità era quella di fiorire (perchè veniva curata con amore) costantemente ogni anno anche in inverno sempre di colore diverso. Era un raro esemplare blu, morbida, profumata e vellutata. Quel giorno Petalobianco si soffermò a guardarla intensamente e volle toccarla.
Ed ecco che un pensiero improvviso accese la sua mente: i bambini della città meritavano di vederla e di accarezzarla. Così , nel piccolo borgo tutti i bimbi una volta alla settimana avrebbero giocato e fatto merenda all'interno del castello.
Il grande giorno arrivò, il portone di accesso alla scuderia si aprì e in modo del tutto inconsueto, una frotta di bambini festosi si riversarono schiamazzando nel cortile dove era stata allestita  una grande tavolata con dolci, frutta e ogni sorta di prelibatezze per quei piccoli monelli che sarebbero ritornati alle loro case completamente trasformati...................  

Lunedì, 07. Maggio 2007

Un piccolo raggio di sole - 10 continua

di lastanzadei sogni, 15:49
Nei giorni che seguirono, Kristallo riuscì ad instaurare rapporti amichevoli con tutte le altre stelle cercando di capire quale fosse la sua vera identità. Si soffermava a contemplare la profondità di quel manto stellato, la stabilità notturna dell'universo che conferivano alla sua anima, la pace e la serenità che da  sempre andava cercando.  Ripensava a suo posto nel  sole, al volo degli uccelli attraverso le nuvole che giocavano con lui a comporre forme sempre diverse e stravaganti. Sotto di sè la terra da riscaldare per rendere felici quegli uomini che erano sempre scontenti. Per molte persone era sufficiente vedere il sore sorgere e brillare alto nel cielo perchè si sentissero pervadere da una grande ed immensa voglia di vivere; per altri non bastava mai nulla! Kristallo era in grado di sentire il cambio  delle stagioni molto chiaramente. Vedeva mari, monti, città e paesi, fiumi e vallate, e da lontano assisteva al  miracolo della natura:  lo schiudersi del fiori, la nascita delle prime foglie sui rami degli alberi, l'erba tenera spuntare attraverso il terreno, la neve dei ghiacciai scogliersi, l'alternanza delle maree, il tramonto e l'alba di ogni giorno. Attraversava le colonne dei templi Greci, giocava rincorrendo i suoi compagni negli spazi vuoti del Colosseo e dei più importanti monumenti storici, entrava ed usciva dalle bifore di chiese e castelli; percorreva la Muraglia Cinese in tutta la sua lunghezza, brillava sulla punta della Tour Eiffel, saliva sui più alti grattacieli di New York e si riposava fra le dita della Statua della Libertà. Poteva perfino illumiare i punti oscuri  della Foresta Amazzonica.
Era orgoglioso di tutto questo, ma anche le cose più semplici gli procuravano immensa gioia come posarsi sulle spighe di grano dorate, far rivivere d'azzurro i fiordalisi e baciare fragili papaveri. E ancora, giocare con vivaci ragazzini e teneri bimbetti posandosi fra i loro riccioli. Queste sensazioni esplosero così prepotenti e comprese che era uno spettacolo al quale non avrebbe mai potuto rinunciare.

Lunedì, 06. Novembre 2006

Un piccolo raggio di sole ( 9 - continua)

di lastanzadei sogni, 15:21

"Ciao," disse Kristallo con spontanea vitalità rivolgendosi alla solitaria stella. "Che fai tutta sola in questo nero e silenzioso angolo di cielo?" > "Ascolto i rumori del mondo!"- "Ma è così lontano, che te ne importa?"  > "Lontano, vicino, qui lo spazio è infinito...ma in questo luogo ci si accorge di tutto; anche della piccola formica che spinge una briciola verso la sua casa"  - " E qual'è il senso di tutto questo? disse incuriosito Kristallo..- Meglio stare con le tue compagne a divertirsi non ti pare?" - "Io mi sono già divertito in passato rispose la stella e credimi ora ho altro da fare!" - Dunque anche le stelle avevano un genere femminile e maschile....pur sembrando tutte uguali;  la differenza proprio non si notava!  Sorpreso ma felice dell'intuizione, si apprestava a fare altre domande, ma la stella lo anticipò: " Tu piuttosto come sei arrivato fin qui?...non è questo il tuo mondo!" > "Il mio posto è ovunque,  nessuno prima d'ora mi aveva mai parlato di questo immenso universo buio chiamato notte...per quale motivo?" - "La tua natura è quella di illuminare il giorno" rispose serio Henry che finalmente si presentò a Kristallo il quale replicò: "Ma avevo diritto di conoscere l'esistenza di tutto questo!!" < "Hai ragione, disse con tempestività Henry, ma tu ti fai troppe domande; solo gli uomini si comportano come te. Chiedono sempre, non gli basta mai nè quello che hanno, nè quello che trovano. Sempre all'affannosa ricerca della felicità si perdono nei meandri di un'esistenza sprecata a lamentarsi. <<"Non sono tutti così" ribadì Kristallo, "Il bimbo appena nasce piange, ma appena ode la voce della sua mamma e del suo papà, rimane incantato e si quieta. Cresce con il loro solido appoggio e nel bene e nel male impara a diventare una vera persona. A volte il cammino si interrompe..e questo è una cosa profondamente ingiusta! Vedo ogni mattina occhi sorridenti e occhi pieni di pianto che cercano entrambi una risposta ai tanti se...ma...perchè.."-. "Io mi fermo a buttare un pezzetto della mia luce nei loro occhi sperando di vederli felici. Solo quello posso fare!"  <<"E tu, tu che fai?"  - "Io?....rispose Henry preoccupato....io sono sempre qui ma gli uomini di notte dormono e guardano il cielo stellato solo in rare occasioni. Si perdono molto; tutti sanno della nostra esistenza, ma poichè la loro vita è concentrata nelle ore del giorno, si ricordano di noi solo i poeti, gli scrittori, gli innamorati, e siccome siamo numerose, difficilmente riconoscibili, nessuno si affeziona a noi in particolare". Per te è diverso: il sole è vita, quando manca se ne accorgono tutti! ---" E se io fossi una stella? domandò Kristallo che improvvisamente impallidì.... > "Henry lo guardò, non aveva mai incontrato tanto calore e una profonda tenerezza lo avvolse a tal punto da rimanere senza parole! Avrebbe potuto essere una stella....si....una stella speciale, luminosa. Cercando di nascondere quell'emozione che gli stava esplodendo nel cuore gli sorrise. Kristallo, preso da un profondo torpore socchiuse gli occhi e in pochi attimi si addormentò in quel paradiso. Henry ....inspiegabilmente felice...continuò a guardarlo e mentre qualche stella curiosa cercava di avvicinarsi...lui si augurava che quell'attimo durasse un'eternità. Non gli sembrava vero che la sua vita monotona fosse stata squarciata quella notte da una ventata di freschezza...

(continua)

 

Martedì, 31. Ottobre 2006

Un piccolo raggio di sole (8- continua)

di lastanzadei sogni, 14:49

Il bagliore provocato dal piccolo raggio di sole nel cielo trapuntato di stelle, fu scambiato da tutti come un evento speciale. Silenzioso ed estasiato, Kristallo contemplava ora uno spettacolo incredibilmente emozionante;  aveva davanti a sè l'intera galassia! Non immaginò che il suo arrivo potesse scompigliare la vita notturna  in quel cielo, e ignaro di tutto ciò,  si era avvicinato piano a stelline minuscole per non disturbare. Ma il  piccolo ospite, racchiuso in una sfera magica con un raggio luminoso intorno,  era brillante, caldo e profumato e il loro cuore iniziò a battere forte forte. Chi poteva essere per avere un effetto così sorprendente?  Kristallo,  felicemente appagato cercava di giocare in quell'universo per capire che differenza ci fosse fra quello e il suo mondo di sempre. Sotto di sè...oltre al buio,  poteva distinguere molte luci che si muovevano repentinamente.  Erano città antiche, ma cariche di tutta la tecnologia più avanzata che gli uomini avevano scoperto nel tempo.  Cercava di scoprirne i misteri, ma doveva ancora abituarsi ad aguzzare la vista e,  vivace ed entusiasta come sempre di fronte a tutte le cose nuove, ora cercava risposte. Non voleva certo riposare, non era stanco, c'era troppo da vedere e soprattutto aveva un'immensa voglia di compagnia. Così piano piano iniziò a domandare. Alcune stelle schernendosi, gli lanciavano risolini e parlottavano fra di loro....e lui,   un pò contrariato lanciava piccole provocazioni attirando intorno a sè altre piccole stelle incuriosite. Finalmente decisero di conoscerlo....e tutte rimasero impressionate dall'energia che mostrava di avere, delle simpatiche uscite in grado di farle sorridere. Con il loro aiuto dopo alcuni giorni, imparò a scrutare il cielo e vide meravigliose forme delinearsi  davanti ai suoi occhi. Non aveva immaginato che quel mondo potesse esistere e continuando a guardare con l'incanto di un bambino, conobbe la Stella Polare, Venere, la costellazione di Orione,  Cassiopea, Centauro, l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore,  il piccolo Carro,  Andromeda, Sirio, Vega, Alderabaran e Antares e gli fu detto che le stelle riunite in costellazioni sono gruppi apparentemente associate tra loro che sembrano formare figure di animali e personaggi mitologici.  Era una " volta celeste animata"   che stava imparando ad amare...E fu proprio in una serata in cui , solo, cercava  di seguire il profilo di quel disegno, che notò quella stella: Se ne stava  lontano da tutti, immersa nei suoi pensieri. Kristallo si avvicinò sorridendo,  e lei....schiva, introversa, ....avrebbe voluto fuggire via...Era invece rimasta immobile, impotente, sostenendo uno  sguardo..... un pò divertito......un pò spaventato......  

(continua)